About me

Fin da giovane ho sempre avuto molteplici interessi che spaziavano dall’informatica al disegno tecnico, dall’elettronica al fai da te, fino allo smontare svariati apparecchi per capirne e/o modifcarne il funzionamento.

Spesso mi dicevano che dovevo scegliere cosa avrei voluto fare da grande e non sono mai riuscito a definirmi.

Crescendo, questo mio essere “orizzontale” si è ulteriormente intensificato e mi sono approcciato al modo del DIY (Do It Yourself) identificandomi nel contesto dei makers: mi piacciono Arduino, le 3D Printer, il mondo del IoT (Internet Of Things) e costruirmi i mobili da solo.

In ogni mio interesse il processo è sempre pressochè uguale: scopro una disciplina, me ne interesso, la studio, mi applico e ne divento padrone fino a quando inizio ad annoirami e approccio altre “cose”.

Credevo che questo mio modo di essere non fosse coerente e conforme al mondo del lavoro dove era necessario essere verticali e saper rispondere con precisone alla domanda “ma tu di cosa ti occupi?” Nel corso degli anni ho iniziato ad identificarmi in una parola magicamultipotenziale.

Ho anche scoperto che tale definizione è nota nell’ambito della psicologia e prende forma dall’Uomo Universale del Rinascimento.

In sostanza ho capito di non avere un unica vocazione: il mio interesse cresce esponenzialmente quando esco dalla zona comfort e inizio a pensare “out of the box”.

Questo mio modo di essere è decisamente “esploso” quando ho abbandonato l’ennesimo lavoro da dipendente per mettermi in proprio e fondare la mia prima startup: in questo settore imprenditoriale, quando non hai risorse e devi “bootstrappare” sei costretto ad essere ibrido, a studiare ogni giorno processi e materie diverse, a sviluppare soluzioni con quello che hai in mano. Devi far avviare un sistema operativo con il minimo delle risorse.

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