Il marketing emozionale: quello che ci fa comprare

Il marketing emozionale vuole comprendere cosa spinge una consumatore ad acquistare un prodotto sotto il punto di vista emotivo.

Se chiedessimo a tutti gli esseri umani sul pianeta Terra che cosa stiano cercando, ci accorgeremo che i loro desideri, obiettivi e sogni possono essere raggruppati in circa 30 elementi.

Forse potremmo arrivare a 40 ma non di più.

Amore, salute, denaro, successo, empatia, riconoscimento, uguaglianza, e rispetto sono solo alcuni dei nostri desideri.

Customer don’t buy a quarter-inch drill, they want a quarter inch-hole

Questa famosa citazione di Theodor Levitt definisce, in sostanza, il concetto del job to be done, ovvero, l’obiettivo che l’utente, in questo caso intende raggiungere.

Ma c’è di più.

Iniziamo a domandarci perchè questo nostro cliente vorrebbe un foro nel muro da quattro pollici.

Per fissare una mensola a parete!

Verrebbe da rispondere (ma andrebbe benissimo anche un quadro o altro oggetto per comprendere il metodo).

Perchè ha esigenza di una mensola a parete?

Per sistemarvi i propri libri!

Perchè deve sistemare i propri libri sulla mensola?

Per fare ordine in casa!

Bingo!

Il nostro utente, oltre a dover adempiere ad un obiettivo pratico e concreto, vuole fare ordine!

Il che significa che sta cercando qualcosa affine a quella sensazione legata ad un ambiente pulito, ordinato e ben organizzato.

E indirettamente l’approvazione della propria fidanzata / compagna (forse!).

Alla fine di questo ragionamento, possiamo affermare che il nostro consumatore non sta semplicemente acquistando una punta da muro ma, piuttosto, una sensazione?

Possiamo affermare che sta acquistando un’immagine all’interno della propria mente che lo farebbe sentire meglio?

In questa circostanza, la punta da muro è solo il tramite per raggiungere uno scopo ben preciso.

Ed è per questo motivo che molto del marketing con cui entriamo in contatto tenta di descrivere quella sensazione finale.

Inconscio, instinto ed emozioni

Sono le neuroscienze a dirlo: il 95% delle nostre scelte viene dettato da instinto ed emozioni.

A maggior ragione, siamo più propensi ed interessati a contenuti generati da altri utenti, in maniera genuina, piuttosto che annunci sponsorizzati perfetti promossi da grandi brand.

Lo User Generated Content fa proprio questo e, a quanto pare, risulta una leva molto potente soprattutto nelle nuove generazioni.

Basta finzioni quindi: vogliamo vedere quanto è vero quello che tu, Brand, stai affermando. E se non lo fai vedere tu, ci pensiamo noi utenti!

Inoltre, grazie ai neuroni a specchio, il nostro cervello è molto bravo a riconoscere ed identificare le emozioni semplicemente guardando un volto.

Si perchè tali neuroni permettono ai neonati di “comprendere” e replicare la comunicazione non verbale della madre: senza tale meccanismo, l’essere umano, non avrebbe potuto sopravvivere.

Per questo motivo, immagini e video di volti umani reali, attirano maggiormente l’attenzione e vengono utilizzati spesso nelle campagne marketing.

Alcune semplici regole del marketing

Prima di iniziare qualsiasi attività di comunicazione e innovazione, dovresti rispondere inmaniera puntuale a queste domande:

  • Per chi è?
  • A cosa serve?
  • Qualè la visione del mondo del pubblico che stai cercando di raggiungere?
  • Di cosa hanno paura le persone del pubblico che vuoi raggiungere?
  • Che storia racconterai? E’ vera?
  • Quale cambiamento cerchi di realizzare?
  • Come modifica lo status delle persone?
  • Perchè ne parleranno ai loro amici?
  • Eche cosa racconteranno ai loro amici?
  • Ne sei orgoglioso?

Un gran bel libro che affronta questi temi è “questo è il marketing” di Seth Godin

Non importa quanti amici abbiate su Facebook o quanti follower su Twitter; non sono amici reali né veri fan. A contare sono le persone che sentiranno la vostra mancanza se domani non ci sarete più.

Ti potrebbero piacere anche:

Spread the love