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Come costruire una community: tips and tricks

Una community non è un club: è un’organizzazione i cui membri condividono valori, ideali e obiettivi.

E per costruire una community non bastano un gruppo Facebook o un paio di aperitivi per fare “networking”.

Se vuoi che i membri della tua comunità si attivino e spendano il loro tempo per il raggiungimento di un obiettivo comune (anzichè rilassarsi sul divano), devono aver ben chiara la causa per cui questa community esiste!

Gli essere umani sono sempre stati, fin dal Paleolitico, propensi all’aggregazione e creazione di gruppi di persone.

Le motivazioni possono ritrovarsi in:

  • Far fronte a scarsità di risorse e condivisione di compiti, ruoli e mansioni
  • Perseguire un medesimo ideale religioso, politico e sportivo
  • Identificarsi in un valore, in un brand ed in uno status quo
  • Reagire ad un evento sociale, climatico e culturale
  • Condividere esperienze, conoscenza ed informazioni
  • Creare opportunità di business

Definiamo allora il concetto di community:

A self-organized network of people with common agenda, cause, or interest, who collaborate by sharing ideas, information, and other resources.

Una rete di persone auto organizzate che condividono una causa, un interesse e delle attività comuni mediante spirito di collaborazione e condivisioni di idee, informazioni e risorse comuni.

I punti cardine per costruire una comunità digitale

Il principio da cui partire per costruire una community deve essere lo scopo, il motivo, la missione, l’obiettivo.

E tale punto deve essere comunicato in maniera chiara, trasparente e, soprattutto, deve essere condiviso da ogni membro.

Tutto deve ruotare attorno a tale concetto dando la possibilità ad ogni individuo di relazionarsi con tale valore in maniera più o meno vicina, attiva e partecipativa.

Ma tale obiettivo deve essere riconosciuto e compreso in maniera chiara, senza lasciare spazio a differenti interpretazioni che possono dare luogo a “sotto gruppi” interni.

ilippo scorza community

Un altro concetto chiave per la costruzione di una comunità (fisica o digitale) è la sua cultura.

Cultura intesa come insieme della conoscenza individuale e collettiva, comportamenti e i rapporti che governano le relazioni tra i membri.

Concetti quali inclusione, diversità, meritocrazia, benessere e senso di appartenenza sono i pilastri della maggior parte delle comunità digitali.

Ed è proprio su tali fondamenta che risulta necessario saper comunicare e creare engagement all’interno della comunità affinchè ogni individuo ne percepisca il senso di appartenenza.

Il community manager

Spesso i vantaggi di costruire una comunità online derivano dalla capacità relativa alla gestione di ciò che riguarda le conversazioni e la regolazione dei commenti.

Un community manager in qualche modo la progetta la community, definendone le modalità di aggregazione, o la individua (nel caso in cui sia nata spontaneamente), e lo fa in base alle richieste, esplicite ed implicite, degli utenti stessi o in base agli obiettivi del brand.

Il community manager ha il compito di costruire le relazioni all’interno della comunità, moderarne le discussioni e promuovere attività ed obiettivi comuni allo scopo.

Il community manager lavora per donare un volto umano all’azienda.

Non parliamo più delle realtà che si limitano a inoculare il messaggio ignorando qualsiasi riferimento al concetto di inbound marketing: occorre entrare in contatto con il pubblico, dimostrare passione per quello che fai e per le necessità dei singoli utenti.

Tipologie di comunità digitali e alcuni tool

Ne esistono di diverse categorie che possiamo tradurre nelle seguenti

  • Di luogo, ovvero comunità locali che prevede la prossimità fisica dei membri.
  • Di interesse: individui che hanno un interesse o una passione in comune.
  • Di supporto che possono costituirsi autonomamente o sotto la spinta di un brand.
  • Di pratica caratterizzate da individui accomunati dalla stessa professione in un certo settore che condividono scambio di conoscenza e opinioni.

Indipendentemente dalla tipologia del gruppo, esistono diversi strumenti per la gestione delle relazioni, menzioni e conversazioni:

Sprinklr permette di creare diverse dashboard e di collegarle ai propri canali social avendo, così, sempre sotto controllo ogni interazione. In caso di criticità e di commenti particolarmente delicati è possibile assegnare il “ticket” ad un membro del team per potersi confrontare con lui

community sprinklr

Zoomsphere è un’altra interessante piattaforma che consente il social listening , monitoraggio delle interazioni, analytics e identificazione degli influencer.

community zoomsphere

Sendible la possibilità di gestire, attraverso più dashboard, le diverse piattaforme social e di rispondere, in maniera piuttosto semplice agli utenti. Permette anche di assegnare delle priorità ai messaggi mettendo in evidenza quelli più critici.

Sendible Filippo Scorza
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Filippo Scorza
Sono un digital enthusiast + nomad, ho un transponder sotto pelle, faccio volontariato digitale nei paesi in via di sviluppo e mi piacciono le cose in beta!
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