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Environment centered design VS. human centered design

Tutti noi ci siamo accorti e resi conto di quanto un elemento invisibile ad occhio nudo abbia impattato sulle nostre economie, salute e sicurezza.

Fino ad oggi, noi designer abbiamo prevalentemente progettato prodotti e servizi in maniera umano centrica (human centered) considerando, appunto, l’essere umano come destinatario ultimo di quella progettazione.

Nessuno di noi ha, probabilmente, tenuto in considerazione se l’innalzamento della temperatura media del pianeta potesse impattare sul nostro modello di business.

Nessuno si è mai chiesto se la deforestazione dell’Amazzonia possa influenzare, in un certo qual modo, il prezzo delle materie prime che ci occorrono nella nostra value chain.

O se le nuove generazioni, più sensibili a determinate tematiche, potrebbero un domani smettere di acquistare i nostri beni e non riconoscersi più nel nostro brand.

Siamo tutti connessi.

Tutto è connesso con tutto: non è più una frase fatta dopo aver vissuto l’esperienza del Covid19.

Alcuni movimenti e gruppi di designer hanno iniziato a prendere in considerazione il concetto di Environment Centered Design ovvero, una progettualità che non mette più l’essere umano in prima posizione nella generazione del valore ma lo inserisce paritariamente sullo stesso piano dell’ambiente in cui è inserito.

Piante, animali e risorse naturali, inevitabilmente, diventano stakeholders intrinseci del nostro business model.

environment centered design
img source: UXcollective

Considerandomi un designer antropocentrico, il design incentrato sull’uomo trascura l’incorporazione di fattori ambientali o non umani nel processo di progettazione e gestione.

La progettazione incentrata sull’ambiente dal canto suo, invece, mira a riempire quel gap e ad aggiungervi quel pezzo mancante, ma importante, che mette l’essere umano (e di conseguenza il nostro business), in relazione con l’ambiente.

La progettazione “environment centered” è un approccio allo sviluppo di prodotti o servizi che mira a rendere i prodotti o i servizi sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, concentrandosi sulle esigenze, i limiti e le preferenze del target umano e degli stakeholder strategici non umani.

Comprende conoscenze e tecniche di progettazione sviluppate all’intersezione tra progettazione centrata sull’uomo, usabilità, ecologia e scienza della sostenibilità.

Aziende environment centered

Ci sono realtà che hanno iniziato a creare prodotti con questa mentalità: basti pensare a Patagonia che ripara, gratuitamente, i capi dei loro clienti.

Sia che abbiano difetti di produzione (situazione rara) sia che il danno sia stato procurato dal cliente: i loro capi devono durare il più a lungo possibile.

In termini di fatturato, come si può ben immaginare, un modello di business di questo tipo non risulterebbe sostenibile se analizzato dal punto di vista costi vs. ricavi.

Ma il vero successo di Patagonia è stata la loro cultura aziendale, la loro responsabilità quali innovatori che andarono contro corrente, contro quello che ogni imprenditore darebbe per scontato ed ovvio.

Let my people go surfing è il testo che descrive come tale azienda sia riuscita a sviluppare il proprio business in maniera “environment centric”.

Ma ci sono altre realtà che hanno creato il proprio “blue ocean” differenziandosi a tal punto dalla concorrenza da sviluppare un nuovo mercato.

Impossible Food è una di queste.

Hamburger prodotti interamente da elementi vegetali ed arricchiti di grassi e proteine anch’esse di origine non animale.

Il loro payoff? Grill burgers, not the planet.

In qualità di designer di questa nuova era post Covid19 che stiamo affrontando, sento la responsabilità di dare sempre maggior peso alle seguenti variabili in termini di progettazione:

  • cambiamenti climatici: sembra ovvio, scontato, banale. Ma quando è stata l’ultima volta che hai considerato l’impatto del tuo lavoro come consulente all’innovazione e business designer verso l’ambiente? Su questo punto, sto creando un framework che consenta di misurare i Kg di CO2 che produce ogni mio workshop, webinar ed erogazione di attività off / online (keep you posted)
  • estinzione delle biodiversità: non è complicato da spiegare ne da comprendere. Ogni specie animale è collegata alle altre e, di conseguenza, all’uomo. A questo link un’interessante infografica di Nature.com
  • inquinamento dell’aria / acqua / terreno: ogni designer e non dovrebbe avere l’obiettivo di lavorare non solo per committenti e clienti “umani” ma rendicontare del proprio operato anche all’ecosistema in cui opera.

Se vuoi fare in modo che il tuo business e le tue consulenze in termini di progettazione ed innovazione abbiamo realmente un impatto positivo non solo sui ROI dei tuoi clienti ma anche sul futuro del pianeta, dovresti iniziare a cambiare approccio fin dal momento in cui inizi a fare ricerche di mercato, interviste utenti ed i primi mock up.

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Filippo Scorza
Sono un digital enthusiast + nomad, ho un transponder sotto pelle, faccio volontariato digitale nei paesi in via di sviluppo e mi piacciono le cose in beta!
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