API, cosa sono e i marketplace dove trovarle

Il trend delle API, Application Program interface, è in costante crescita e sempre più sviluppatori le mettono a disposizione per integrare i propri servizi e applicazioni con quelli di terze parti.

Le API permettono di semplificare il dialogo tra un’applicazione e un’altra evitando ridondanze e inutili replicazioni di codice.

Attraverso tale approccio si definisce uno standard che permette agli sviluppatori, ognuno con differenti competenze, esperienza a stile di scrittura del codice, di sviluppare dialoghi tra la propria applicazione e quelle create da altri.

Potremmo dire che le API funzionano come mattoncini Lego dove le regole di incastro e connessione vengono definite e rispettate come uno standard.

Marketplace

I marketplace di API diventano i punti di riferimento non solo per sviluppatori ma, anche, per tutte quelle startup che vogliono accelerare lo sviluppo delle proprie soluzioni in un contesto di servizi sempre più integrato.

Ma ci sono anche realtà corporate, come ad esempio Banca Sella, che pubblicano le proprie API in maniera da permettere a sviluppatori di piattaforme esterne di integrarsi ai loro prodotti e servizi.

Con il progetto Fabrick Platoform, il gruppo Banca Sella sfrutta il nuovo standard richiesto dalla PSD2 per aprire le porte a nuove soluzioni fintech, payment e smart banking sviluppate dall’esterno.

Un’altro interessante marketplace di API è sicuramente RapidApi: qui puoi trovare le Application Program Interface di Skyscanner, Crunchbase, NASA, Pintereset e molto, molto altro ancora!

Su RapiApi puoi trovare migliaia di API nei settori fintech, sport, viaggi, intrattenimento e molte altre categorie.

Spotify, Deezer, iTunes e Sound cloud sono alcuni dei servizi musicali che pubblicano le proprie API pubbliche e che puoi trovare su RapidApi complete di documentazione e tipi di dati gestiti.

API-platform, dal canto suo, mette inoltre a disposizione degli sviluppatori un vero e proprio framework per lo sviluppo delle proprie API.

Mentre su G2, oltre al market place di API, trovi anche le recensioni in merito ad esse raggruppate per categoria: diciamo che G2 rappresenta il motore di ricerca non solo per il software per il tuo business ma anche per tutto il mondo delle Application Program Interface.

Esempi di API

Le Application Program Interface di Facebook, ad esempio, hanno permesso a sviluppatori e terze parti di creare migliaia di applicazioni e servizi che accedono ai dati del proprio profilo.

Sony, al contrario, non sono così porpoense a distribuirle in quanto preferisce tenere sotto controllo le entità che sviluppano integrazioni sui lorpropri videogiochi.

Microsoft le distribuisce liberamente in quanto consapevole del valore generato dalle migliaia di applicazioni legate al proprio sistema operativo.

Numeri alla mano sembra esistano, ad oggi, circa 14 mila API sul mercato di cui le più conosciute sono quelle di Google, Twitter, eBay e Amazon ma una delle metriche più curiose in questo contesto è proprio quello di Twitter: sembra che il 75% del traffico verso tale social sia generato proprio da applicazioni collegate ad esso mediante API.

Un’applicazione mobile, di media, utilizza circa quindici API per agganciarsi a servizi esterni: questo perchè non serve quasi più sviluppare codice “da zero” in quanto risulterebbe ridondante e dispendioso: i mattoncini esistono già e sono li a disposizione di tutti.

Google mette a disposizione molteplici standard per poter inglobare nella propria applicazione, ad esempio, una mappa che viene fornita come servizio esterno.

Open API

Da mero strumento per applicativi software ci si sta spingendo verso veri e strumenti di business basati su tale metodologia.

Nata nel 2010 e diffusa su un’apposita repository su GitHub, open API diventa una specifica per file di interfaccia leggibili dalle macchine per descrivere, produrre, consumare e visualizzare servizi web RESTful (l’architettura software per i sistemi distribuiti).

Ogni azienda ed organizzazione che investe sul digitale dovrebbe porre particolare attenzione a questo contesto per agevolare e accelerare i processi di trasformazione digitale.

Nell’evoluzione attuale, dove mondo fisico e mondo digitale si fondono sempre più in una definizione phygital, dove persone, aziende e oggetti sono connessi, le API ne rappresentano il pilastro portante, quello grazie al quale business e società digitali si modellano in un mix di tecnologia, persone, aziende e cose.

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