Lavorare viaggiando: sono un Digital Nomad?

Avevo sentito parlare di Digital Nomads ma non avevo mai pensato di esserlo o volerlo diventare.

Quello che mi ha spinto a trasferirmi a Narobi ed iniziare questo mio percorso è stato il mio datore di lavoro il quale “pretendeva” fossi presente in ufficio tutti i giorni della settimana nonostante il fatto ci considerassimo una start up, di quelle alla moda, smart, fighe dove tutti vorrebbero lavorare.

Ma la realtà era un po’ diversa, almeno dal mio punto di vista.

Devo ringraziarlo, il mio capo, per aver creato la circostanza e la sequenza di eventi che mi ha portato a licenziarmi.

cazzo mi stavo licenziando senza aver ben chiaro cosa fare dopo!

Così sono partito per il Kenya ed ho scoperto una nuova parte di me, quella del volontario digitale: ho iniziato ad insegnare coding ai ragazzi di Tunapanda, una piccola scuola nascosta tra i tetti di ondulina delle baracche nello slum di Naribi.

Aiutavo anche alcune .org in attività di Growth Hacking e divenne una sorta di baratto di skill per qualcos’altro che non era a priori definito in un contratto:

semplicemente facevo il primo passo iniziando a condividere qualcosa di me, delle mie competenze e skill

ed hanno iniziato ad accadere degli eventi, delle connessioni, intrecci di persone e conoscenze, coincidenze e corrispondenze tra la mia vita e quella di altri.

join the dots filippo scorza

Avevo l’impressione che i puntini si stessero unendo da soli da quando presi la decisione di licenziarmi.

In quei cinque mesi trascorsi lontano da casa ho anche scoperto il “minimalismo” ovvero uno stile di vita, un mindset ed un approccio del tipo

LESS IS MORE

Raramente resto “illuminato” così come è successo guardando questo talkthe minimalists (A Documentary About the Important Things) che non ha fatto altro che confermare la mia concezione di cultura, stile di vita, passione e valore.

Mi trovai nella circostanza in cui quel concetto si sposava perfettamente con quello di nomade digitale e con l’esperienza che stavo vivendo in Africa: iniziai ad intravvedere il nuovo percorso che mi stava suggerendo la mia vita.

Il minimalismo mi stava affascinando perchè dava una definizione alla mia passione di backpacker che a sua volta si univa con il concetto di digital nomad

tutto quadrava, per una volta nella mia vita, tutto combaciava ed i pezzi del puzzle si incastravano senza sforzo.

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