Digital Transformation #04 – 📚 eLearning

La cultura, il sapere e l’istruzione hanno subito accelerazioni grazie al web e successivamente grazie al web 2.0 che ha permesso agli utenti non solo la consultazione ma anche la creazione dei contenuti.

Siamo passati da consumatori a consum-attori, possiamo interagire in maniera bilaterale, biunivoca. Non è più un senso unico.

Ogni sessanta secondi, l’intera umanità connessa alla rete, produce 2 milioni di ricerche su Google, 350 Gb di contenuti su Facebook e invia circa 204 milioni di e-mail. Al secondo! Guarda qui cosa sta accadendo online in questo secondo.

Siamo sottoposti ad una media di circa 350 adv al giorno il che ha abbassato notevolmente la nostra soglia di attenzione che, ad oggi, è stimata all’incirca sugli 8 secondi.

Questo significa che anche la nostra percezione ed il nostro pensiero si sono modificati: non leggiamo più, scansioniamo le pagine di un manuale alla ricerca dell’informazione che ci occorre, utilizziamo frasi brevi, concise, sintetiche in bold per ottimizzare il tempo di reperimento delle informazioni.

Accesso alla rete = Accesso alle informazioni = Crescita cultura

Non è più fondamentale avere un luogo fisico ed uno spazio temporale definito per poter frequentare un corso di coding, di lingue, di fisica, matematica…

Piattaforma di e-learning online quali Coursera o Udemy, giusto per citarne un paio, permettono la fruizione di lezioni create non solo da professori e docenti ma bensì da esperti in materie verticali che rivendono i propri corsi di formazione su tali marketplace.

Marketplace che creano reliability e reputation mediante rating degli studenti stessi i quali, inoltre, hanno a disposizione forum di discussione dove potersi confrontare su specifici argomenti e tematiche.

Nel 2017 si sono contati circa 57 milioni di studenti che hanno acquistato almeno un corso online e questo trend ha spinto gli atenei a sviluppare analoghe piattaforme online per la fruizione dei contenuti se non il conseguimento dell’attestato direttamente in remoto.

Ad oggi si contano più di ottomila corsi online a pagamento ai quali si devono aggiungere i tutorial e lezioni gratuiti su canali quali Youtube.

Nel 2016 si è registrata una crescita del e-learning del 18% con una crescita attiva non solo da parte degli studenti quali principali fruitori ma anche da parte delle grandi aziende che sempre più spesso si affidano a tali piattaforme per usufruire di corsi di formazione e aggiornamento dei propri dipendenti.

In Italia, ad esempio, si riscontra che il 63% dei corsi di aggiornamento dei dipendenti avviene online.

I metodi frontali di insegnamento non sono però stati accantonati, anzi, tramite il blended learning si affiancano lezioni tradizionali con supporti di e-learning creando un modello ibrido.

eLearning filippo scorza

Le ultime tendenze si chiamano gamification e social learning: da una parte osserviamo l’utilizzo di forme ludiche per un apprendimento più efficace, dall’altra c’è un’integrazione crescente dei social network con le attività di formazione, per favorire il confronto tra colleghi.

Più di 350 aziende collaborano con Coursera e Udacity per individuare i migliori studenti che probabilmente saranno i migliori candidati per possibili posti chiave in azienda.

Google ha già arruolato 80.000 dei suoi dipendenti nel corso di Udacity HTML5

E-learning

L’eLearning è una delle industrie in rapida e continua crescita: dal 2000 ad oggi il tasso di crescita del mercato è stato del 900%.

Secondo lo studio Brandon hall, l’apprendimento attraverso l’e-learning in genere richiede dal 40% al 60% in meno della disponibilità di tempo da parte dei discenti per imparare gli stessi concetti rispetto alla modalità tradizionale in aula.

Ciò poiché la formazione può essere eseguita in modo asincrono e solo quando il discente ne ha bisogno

in tal modo il flusso dell’attività lavorativa non viene interrotto.

È importante notare che il risparmio di tempo non influenza la qualità di apprendimento, tutt’altro. Dopo l’attuazione di un programma di formazione gestito in modalità e-learning l’azienda IBM ha rilevato che i partecipanti al progetto hanno appreso quasi cinque volte di più, limitando quindi anche i costi per la sostituzione del personale impiegato nella formazione.

L’Istituto di ricerca americano per l’apprendimento ha rilevato come l’e-learning aumenti i valori di efficacia della formazione soprattutto nel mantenimento delle informazioni e competenze acquisite a lungo termine dal 25% al 60%, mentre i valori di ritenzione della formazione tradizionale in aula raggiungono l’8-10%.

Per una gran parte delle aziende intervistate, ovvero il 42%, la formazione e-learning si è tradotta direttamente in ricavi o meglio in un aumento delle entrate.

Secondo l’indagine IBM, ogni dollaro investito nei risultati di formazione online equivale a $30 dollari in produttività, soprattutto perché i dipendenti sono in grado di riprendere il proprio lavoro più velocemente applicando immediatamente le nuove competenze acquisite.

Questo è particolarmente rilevante per i team dei settori di vendita in cui il tempo trascorso in campo è direttamente correlato ai guadagni e alla produttività.

 

Secondo i dati pubblicati dal CertifyMe.net sullo stato dell’eLearning nei processi di formazione aziendale, il 72% delle imprese intervistate credono che e-learning aiuti ad aumentare il proprio vantaggio competitivo, dando la possibilità di tenere il passo con i cambiamenti richiesti dal mercato.

Infine i risparmi realizzati dalle aziende per ogni singolo dipendente sono superiori del 26% in quelle aziende che utilizzando strumenti digitali e piattaforme e-learning piuttosto che quelle che utilizzano solo la modalità tradizionale dell’aula.

L’e-learning, pertanto, consente alle aziende di formare più spesso.

Gli ambienti di apprendimento per essere efficaci devono essere strutturati favorendo la costruzione attiva della conoscenza, non mera riproduzione di essa; l’esemplificazione pratica dei concetti teorici tramite casi studio, la riflessione e il ragionamento, la collaborazione con gli altri.

 

La centralità dell’esperienza e le necessità del singolo soggetto che apprende hanno determinato lo sviluppo dell’approccio del “learning by doing” in cui non basta il solo «fare» come non basta il solo «pensare»: l’apprendere facendo implica un costante legame tra l’agire e il riflettere, tra la pratica e la teoria.

Social Learning

Non solo e-learning! Troviamo infatti anche piattaforme ad impronta social basate su modelli di community quali Quora creata da due ex dipendenti Facebook.

La conosciamo tutti, è un luogo dove fare domande ed è nata a causa della scarsa reputazione e affidabilità degli utenti su piattaforme analoghe (Yahoo answer).

Stackoverflow è un Quora verticale per fare domande in merito a programmazione ed è essenzialmente basato sul concetto di rewards: migliori sono le mie risposte a specifiche domande più feedback positivi ricevo a favore di sblocco di badge e reputazione sulla piattaforma stessa.

Il social learning è una teoria dello psicologo Albert Bandura secondo cui la formazione è un processo cognitivo che ha luogo in un contesto sociale e può avvenire esclusivamente attraverso l’osservazione o l’istruzione diretta, anche in assenza di un rinforzo diretto.

Secondo la teoria di Bandura, gli esseri umani possono imparare dagli esempi. Una semplice analogia è quella di un bambino che osserva un altro bambino mentre tocca una stufa calda e si scotta la mano. Il bambino che osserva l’impatto di quel comportamento – una mano scottata – comprende facilmente le ripercussioni di quell’azione. Il bambino non ha bisogno di toccare la stufa per sapere che è calda e che gli brucerà la mano. Questo è, in buona sostanza, un esempio di social learning.

Considerando inoltre la curva dell’oblio, nei tipici ambienti di formazione, la maggior parte delle persone ricorda solo il 10% delle informazioni apprese. In pratica, un venditore avrà difficoltà a ricordare quanto appreso durante l’annuale kickoff meeting per tutta la settimana successiva all’evento.

Il social learning può invertire questa curva. In presenza di approcci formativi di tipo sociale, la ricerca mostra tassi di retention fino al 70%. Questo perché il social learning supporta la formazione nell’ambiente lavorativo e, soprattutto, la condivisione del sapere tra esperti e colleghi. La formazione, dunque, diventa parte della cultura dell’organizzazione.

Tra l’altro, il social learning aumenta la retention e diminuisce i costi. I dipendenti formati al meglio ottengono performance migliori, e anche il tasso di turnover diminuisce.

 

Questo perché il social learning supporta la formazione nell’ambiente lavorativo e, soprattutto, la condivisione del sapere tra esperti e colleghi.

La formazione, dunque, diventa parte della cultura dell’organizzazione. Tra l’altro, il social learning aumenta la retention e diminuisce i costi. I dipendenti formati al meglio ottengono performance migliori, e anche il tasso di turnover diminuisce.

Il social learning non è solo un modo differente per erogare gli stessi materiali formativi, ma un vero e proprio cambiamento della cultura all’interno di un’organizzazione.

Blended Learning

Il blended learning è una modalità di erogazione della didattica che prevede l’affiancamento di una piattaforma tecnologica alla didattica tradizionale in presenza. L’obiettivo è di favorire il passaggio di materiale didattico in formato digitale aperto dai docenti agli studenti e di instaurare tra gli stessi delle forme telematiche di comunicazione e ricevimento.

I termini blended learning, hybrid learning, technology-mediated education, web-enhanced instruction e mixed-mode education sono spesso usati in letteratura di ricerca in modo intercambiabile.

L’ istruzione mista risulta più efficace delle lezioni puramente “face to face” o puramente online. I metodi di apprendimento misti possono anche tradursi in alti livelli di rendimento degli studenti più efficaci rispetto all’ apprendimento classico in presenza.

L’ apprendimento misto può ridurre i costi mettendo le aule in uno spazio online e sostituire essenzialmente libri di testo costosi con dispositivi elettronici che gli studenti spesso si portano in classe.

Consideriamo però che, in assenza di una pianificazione ed esecuzione corretta, l’apprendimento misto potrebbe avere svantaggi tecnici in quanto ha una forte dipendenza dalle risorse tecniche o dagli strumenti con cui viene fornita l’esperienza di apprendimento misto.

Dal punto di vista dell’ educatore è stato osservato che fornire feedback efficaci richiede più tempo (e quindi più costi) quando si utilizzano i media elettronici, rispetto alle valutazioni tradizionali (ad esempio cartacee).

L’ uso delle piattaforme e-learning può richiedere più tempo rispetto ai metodi tradizionali e può anche comportare nuovi costi in quanto le piattaforme e-learning e i fornitori di servizi possono addebitare agli educatori un costo per l’ utente.

Mobile Learning

La storia del m-learning inizia nel 1927 quando Jacques Roston, fondatore di Linguaphone cominciò a distribuire il proprio corso di lingue non più a mezzo di speciali fonolettori ma mediante dischi per i grammofoni di uso comune.

elearning filippo scorza

Le differenze tra e-learning e m-learning sono molteplici.

La prima tecnica presuppone la disponibilità di un computer desktop, fruibile solo in alcuni ambienti; ciò costituisce un limite.

Anche il portatile, nonostante le dimensioni ridotte non può essere considerato un vero e proprio dispositivo mobile in quanto non utilizzabile in tutte le circostanze. Al contrario, gli strumenti mediante i quali si accede al m-learning non sono vincolati ad un luogo, possono essere fruibili ovunque ed in qualsiasi situazione; possono essere tenuti in un palmo di mano e possono essere portati con sé in modo discreto.

l Mobile Learning  è un fenomeno che si sta svolgendo proprio ora, in tutto il mondo e in tutti i tipi di azienda.

La causa principale di questa rivoluzione risiede nel comportamento dei consumatori: abbiamo quasi sempre uno smartphone in mano.

Quando si parla di m-learning dobbiamo considerarlo come una metodologia formativa, un trend sociale e un fattore chiave per il business. Dobbiamo considerare anche che:

  • il mobile learning trasforma la formazione tradizionale, supportando le performance nel momento del bisogno, ed è informale, per natura
  • l’utilizzo del mobile learning in un contesto formativo non istituzionale sembra essere la strategia di adozione di maggior successo.

Micro Learning

Si tratta di strategie mirate a breve termine, concepite appositamente per la comprensione, l’apprendimento e l’istruzione basati sulle competenze.

Il microapprendimento è una pepita di apprendimento breve e focalizzata (spesso lunga 3-5 minuti o più breve) ed è progettato per soddisfare uno specifico risultato di apprendimento.

Può essere utilizzato per offrire una formazione formale, ma spesso trova un uso più ampio nella formazione informale (con particolare attenzione all’ aumento delle prestazioni).

In ambito di formazione e aggiornamento dei dipendenti, questi ultimi non sono diversi per desiderio e necessità di informazione. Sempre più, tuttavia, vedono lunghe sessioni di formazione, workshop e manuali enormi da leggere come obsoleti e noiosi.

Ciò che vogliono sono brevi stimoli di apprendimento in pezzi di dimensioni di bit che possono essere consumati nel loro tempo libero. Non si oppongono alla formazione e al nuovo apprendimento: vogliono solo un maggiore controllo su come e quando farlo.

I datori di lavoro devono rispondere alla verità che la tecnologia è in grado di soddisfare queste esigenze e desideri dei dipendenti e che il microapprendimento sarà più economico, più efficiente e, in ultima analisi, più efficace.

 

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