Sette strumenti per sviluppare il tuo prototipo

Un prototipo ti occorre nel momento in cui sei riuscito ad identificare un problema dei tuoi utenti in target, e vuoi capire se sei in grado di sviluppare la relativa soluzione.

E soprattutto capire se gli utenti interessati saranno disposti a pagare per tale soluzione!

Credo che sia questo il motivo principale per cui prototipare un prodotto o servizio diventi il punto cruciale per definire il famoso e tanto osannato “product-market fit”.

Un prototipo low-fidelity serve a proporre ai nostri utenti la unique value proposition (UVP), ovvero, la promessa di valore che intendiamo offrire.

Per sviluppare correttamente il tuo prototipo dovrai essere cosciente che dovrai iterarlo più volte e renderlo il più semplice e “minimo” possibile.

Sarà necessario testare una funzionalità alla volta identificando correttamente le metriche per poter dire “ok, è quello che i miei utenti stanno cercando”.

Il cervello umano è molto bravo a risolvere i problemi, ma può essere difficile condividere le idee quando sono chiuse nella nostra testa.

Naturalmente, possiamo spiegare le nostre idee con parole semplici, ma spiegare idee astratte a parole, può essere difficile e non tutti possono immaginare lo stato futuro di un prodotto.

Prototipazione: alcuni strumenti

Ti propongo alcuni strumenti (tenendo conto che ne esistono svariati) per sviluppare il prototipo che meglio si presta per il tuo prodotto.

UX prototyping

  • inVision: non occorre scrivere una riga di codice ed è possibile ottenere un prototipo funzionante di un sito, testarne la UX coinvolgendo team e utenti in modo asincrono.
  • Flinto: permette all’utente di creare transizioni e micro interazioni che mostrano con estrema precisione le funzionalità del progetto.
  • Figma: uno dei miei strumenti preferiti per dar vita alle idee in maniera rapida tramite prototipi animati che sembrano reali.
  • Marvel: dalla bassa all’alta fedeltà, Marvel ti supporta in ogni fase del processo di prototipazione.
  • Proto.io: testa prima di costruire, prova il flusso, le interazioni e le animazioni della tua applicazione senza scrivere una sola riga di codice.
  • Justinmind: design from scratch, da wireframe cliccabili a prototipi completamente interattivi.
  • Balsamiq: è uno strumento di wireframing a bassa fedeltà che riproduce l’esperienza dello schizzo su un blocco note o su una lavagna bianca, ma utilizzando una webapp: molto divertente!

Paper prototyping:

  • Storyboard: questo approccio permette di prototipare, mediante degli sketches, contesto e user journey dell’utente che entrerà in contatto con il prodotto.
  • Paper interfaces:

Fake door:

Si tratta di semplici landing page con il fine di proporre il prodotto/servizio in esame senza che questo sia ancora stato realizzato.

Lo scopo ultimo è quello di comprendere meglio l’eventuale interesse del pubblico in target verso la nostra soluzione.

In questo caso è fondamentale avere ben chiaro quale variabile si vuole misurare inserendo una specifica CTA (call to action) quali, ad esempio:

  • Iscriviti alla beta privata
  • Richiedi l’accesso
  • Richiedi l’invito
  • Iscriviti alla lista d’attesa

A monte della call to action, che ha l’obiettivo di raccogliere la mail dell’utente, potrai richiedere la compilazione di un breve questionario o effettuare delle interviste.

Wizard of Oz:

Il metodo definito come “il mago di OZ” consiste nel simulare il contesto, solitamente un’interazione fisica, con cui il nostro utilizzatore finale entrerà in contatto.

Le azioni generate dal prototipo sono concretamente simulate da un essere umano “nascosto” all’interno del modello.

filippo scorza wizard of oz

Questa simulazione permette di comprendere concretamente le interazioni utente <> prodotto ed è frequentemente utilizzato ogni qual volta si debba sviluppare un oggetto fisico.

User driven prototype:

A volte può essere necessario se non addirittura utile, ingaggiare reali utenti in target nella creazione del prototipo.

Con questo approccio si riescono ad ottenere molte informazioni su come effettivamente l’utilizzatore finale si aspetta che venga realizzato il prodotto: non è semplice costruire un workshop con questa modalità ma può essere decisamente interessante.

Lego prototyping:

È possibile utilizzare i mattoncini Lego per creare prototipi grezzi di prodotti o utilizzare omini Lego per simulare la customer journey di un utente.

Questo permetterà al tutto team di immergersi concretamente nella creazione degli scenari e contesto mediante un approccio “materiale” e concreto.

E’ molto frequente sentire parlare di Lego Serious Play utilizzato come approccio laterale alla risoluzione di problemi, simulazione di contesti ed interazioni tra i diversi stakeholders.

Prototipo hardware:

Se, infine, la tua soluzione prevede la realizzazione di un supporto hardware, puoi sempre crearne una versione prototipale mediante una scheda Arduino o Raspberry Pi.

Entrambe le schede, attraverso semplici istruzioni di programmazione in un ambiente di sviluppo integrato, permettono di costruire dispositivi più o meno complessi utilizzando sensori, attuatori e commutatori.

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