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Skillando Academy: il progetto open source e come partecipare

👉 Nota introduttiva: questo è un Executive Summary ed è relativamente lungo. Puoi scaricarne una sua copia in formato pdf attraverso questo link.

Skillando Academy è un’organizzazione non profit che fornisce istruzione e formazione sul digital gratuita e di primo livello a chiunque, ovunque.

Indice dei contenuti e navigazione articolo

Digital divide #Skillando Academy

Il divario digitale (in inglese digital divide) è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e Internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. 

I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. 

Oltre a indicare il divario nell’accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparità nell’acquisizione di risorse o capacità necessarie a partecipare alla società dell’informazione: nei paesi avanzati, e specie nella popolazione giovane, infatti, il divario di mero accesso alla rete è ormai quasi del tutto colmato e si apre invece un divario digitale di secondo livello basato sulle modalità di fruizione

Il termine “divario digitale” può essere utilizzato sia per riferirsi ad un divario esistente tra diverse persone, o gruppi sociali in una stessa area, che al divario esistente tra diverse regioni di uno stesso stato, o tra stati (o regioni del mondo) a livello globale.

Questa divisione mette in risalto in risalto la frattura che si frappone tra la parte della popolazione in grado di utilizzare queste tecnologie e la parte della popolazione che ne rimane esclusa.

Ne deriva una grave discriminazione per l’uguaglianza dei diritti esercitabili online con l’avvento della società digitale. 

Il divario digitale quindi è sempre più causa di un divario di altra natura: socio-economico e culturale.

Tra le categorie più minacciate dall’esclusione digitale vi sono i soggetti anziani (digital divide intergenerazionale), le donne non occupate o in particolari condizioni (digital divide di genere), gli immigrati (“digital divide linguistico-culturale), le persone con disabilità, le persone detenute e in generale coloro che, essendo in possesso di bassi livelli di scolarizzazione e di istruzione, non sono in grado di utilizzare gli strumenti informatici.

Uno degli autori citati nella maggior parte delle fonti sul tema è Jan van Dijk

Oltre alle sue attività accademiche, Van Dijk fa anche da consulente per istituzioni governative e internazionali e ha una preziosa esperienza in questo campo.

È sufficiente dire che la sua definizione e la sua analisi del divario digitale, che ha fatto nel 1999, sono tra le più utilizzate nel dibattito odierno nel campo della sociologia della tecnologia.

In un momento in cui la preoccupazione dominante tra pensatori e analisti era che l’accesso a Internet fosse fornito alle persone in tutto il mondo, lui ha sottolineato che il divario digitale non dovrebbe essere limitato alla questione dell’accesso a Internet e alle strutture fisiche, ma che occorreva considerare anche altri aspetti.

Origini e cause del #divariodigitale

A partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso, comincia a diffondersi la tesi secondo cui il mancato utilizzo di Internet possa dare luogo a una nuova forma di disuguaglianza sociale che si manifesta nel gap esistente fra gli information haves e gli have nots e che, pertanto, richiede l’elaborazione di specifiche politiche pubbliche volte a garantire effettive condizioni di accesso ad Internet.

Il 29 maggio 1996, l’allora Vice-Presidente Al Gore dell’amministrazione Clinton utilizzò l’espressione “digital divide” per indicare il gap esistente fra gli information haves e gli have nots nell’ambito del programma K-12 education (“Kindergarten through 12th grade”).

L’evoluzione del divario digitale può essere descritta utilizzando due differenti approcci che consentono di analizzare specifici aspetti di tale fenomeno, in presenza di numerose variabili che influenzano, a livello micro (variabili socio demografiche) e macro (fattori economici e istituzionali), l’accesso ad Internet.

In particolare, la tesi della “normalizzazione” sostiene la progressiva eliminazione del divario informatico, che andrà gradualmente a normalizzarsi sino ad esaurirsi totalmente, nella prospettiva di un progressivo livellamento delle competenze digitali, mentre la tesi della “stratificazione” opta per un crescente incremento delle disuguaglianze virtuali nate con la Rete, le quali, piuttosto che diminuire, sono destinate a protrarsi nel tempo con effetti sempre più discriminatori tra gli inclusi e gli esclusi digitali.

Digital divide: tipologie ed effetti

Secondo la classificazione maggiormente accreditata in materia è possibile distinguere tre tipi di divario digitale: globale, sociale e democratico. 

  • Il primo si riferisce alle differenze esistenti tra paesi più o meno sviluppati.
  • Il secondo riguarda le disuguaglianze esistenti all’interno di un singolo paese. 
  • Il terzo focalizza le condizioni di partecipazione alla vita politica e sociale in base all’uso o meno efficace e consapevole delle nuove tecnologie.

Quando si analizza il fenomeno del divario digitale, è necessario evidenziare una dimensione cognitiva che presuppone l’assenza di conoscenze informatiche minime da parte di un individuo, il quale, pertanto, non è in grado di svolgere le più semplici attività virtuali configurabili nel cyberspazio e una dimensione infrastrutturale che focalizza l’esistenza di carenze nella disponibilità di dotazioni infrastrutturali e di strumenti telematici necessari a consentire un’efficace navigazione.

In considerazione delle rilevanti implicazioni del divario digitale, una parte della più recente giurisprudenza di merito ha riconosciuto l’esistenza di un vero e proprio “danno da digital divide”, provocato dalla violazione del diritto di accesso, che impedisce all’individuo il regolare esercizio  dei propri diritti online, configurando una peculiare tipologia di pregiudizio, qualificabile come danno alla persona sotto forma di perdita di chances di “inclusione”.

La segmentazione più comune utilizzata dall’ITU è la doppia segmentazione.

Questa classificazione è a volte indicata come divario digitale di livello uno e divario digitale di livello due. A volte, in alternativa, vengono utilizzati i termini divario digitale orizzontale e divario digitale verticale.

Il divario digitale di livello 1 o divario digitale verticale è definito in base al fatto che si abbia o meno accesso a computer, telefoni cellulari e Internet.

Ma il livello due del divario digitale, o divario digitale orizzontale, si occupa delle differenze tra i diversi gruppi di utenti di Internet. 

Utenti che sembrano non avere problemi di accesso, ma la quantità e la forma di accesso sono diverse e non tutti sono ugualmente in grado di utilizzare le funzionalità digitali.

Motivazione dell’accesso digitale #MotivationalAccess

Persone diverse hanno lo stesso desiderio e la stessa motivazione per accedere agli strumenti tecnologici, connettersi a Internet e utilizzare le strutture digitali?

Sappiamo che non è così e che le persone hanno diversi livelli di motivazione. Una varietà di fattori, tra cui le caratteristiche personali, le condizioni ambientali, lo status sociale e il livello di istruzione, può influenzare il livello di motivazione degli individui.

Van Dijk spiega che il primo livello del digital divide si forma qui e non dovrebbe essere ignorato.

In altre parole, non dovremmo andare direttamente alle differenze tra gli individui nella loro capacità di accedere alla tecnologia digitale, e dovremmo prima pensare al divario nel desiderio umano di usare la tecnologia.

Possibilità di accesso digitale #MaterialAccess

Il livello successivo è l’accesso alle strutture fisiche. La possibilità di acquistare telefoni cellulari, desktop, laptop, nonché di avere la connessione a Internet e pagare per essa, è il secondo livello di accesso digitale.

Questo è il livello che di solito viene notato e gli strati inferiore e superiore sono meno notati.

In effetti, quando i governi parlano di aumentare la diffusione di Internet nel loro Paese, stanno cercando di ridurre questo tipo di divario digitale.

Competenze necessarie per l’accesso digitale #SkillsAccess

Solo perché vi sia un desiderio di connettività digitale ed un budget e le risorse per farlo, non significa che vi sia una cultura ed approccio efficace con il mondo digitale.

Anche tra coloro che hanno accesso a Internet e non hanno restrizioni in questo settore, c’è un digital divide ed è quello di terzo livello. 

Perché le abilità umane sono diverse e non tutti possono usare ciò che hanno allo stesso modo.

Van Dijke divide le abilità in tre categorie:

  • Operativo
  • Informativo
  • Strategico

Capacità operative, nella misura del normale utilizzo di software e hardware.

Le capacità di informazione significano che una persona può cercare, trovare e valutare le informazioni di cui ha bisogno nel mondo digitale e, infine, utilizzarle.

L’abilità strategica si riferisce anche al fatto che una persona può utilizzare le strutture digitali disponibili per raggiungere i propri obiettivi e migliorare la propria posizione nella società.

Il terzo livello del divario di accesso digitale è anche l’obiettivo dell’educazione all’alfabetizzazione digitale e, incidentalmente, Van Dijk sottolinea che aumentare l’alfabetizzazione digitale può svolgere un ruolo efficace nel ridurre il divario di terzo livello.

Ma c’è un quarto livello, e questo è il livello di applicazione della conoscenza e delle capacità.

La maggior parte di noi sa leggere e ha accesso ai libri, ma non leggiamo la stessa quantità di libri e, da questa prospettiva, c’è un divario di lettura tra i diversi gruppi della società.

Poter utilizzare la tecnologia digitale non significa sfruttarla per adempiere a specifici scopi personali, intellettuali, culturali o professionali.

Persone diverse usano le loro conoscenze e abilità in modo diverso e non usano allo stesso modo le capacità a loro disposizione.

Van Dijk spiega che il divario digitale nell’uso degli strumenti digitali può essere misurato in diversi modi. 

Ad esempio, in base alla durata di utilizzo degli strumenti o in base alla varietà di strumenti utilizzati.

Consideriamo due persone che sono entrambe connesse a Internet per 3 ore al giorno utilizzando i loro telefoni cellulari: una persona visita solo Instagram e il proprio software di messaggistica e l’altra utilizza altre applicazioni per svariate attività formative e/o professionali. 

Questi due hanno un denominatore comune nella tradizionale definizione di divario digitale degli anni Novanta. 

Ma secondo la definizione di Van Dijk, che oggi è la più accreditata, sono un esempio di un grande divario digitale.

Obiettivo della Skillando Academy

Skillando Academy nasce con l’intento di ridurre il divario digitale di quella fascia di popolazione, enti del terzo settore e studenti che non hanno mezzi e risorse per poter accedere a corsi professionalizzanti e di upskilling nel digital.

Vuole inoltre favorire ed abilitare la trasformazione digitale del terzo settore permettendo a enti ed organizzazioni non profit di accelerare e costruire un impatto maggiore delle loro iniziative usufruendo del digitale e delle sue potenzialità.

I percorsi formativi saranno opportunamente progettati in stretta collaborazione e co-progettati con gli enti del terzo settore e aziende partner dell’iniziativa, tramite un team di esperti di formazione, educazione e consulenti che operano nel digitale.

Definendo preventivamente le esigenze di competenze delle organizzazioni appartenenti al terzo settore verranno costruiti i percorsi educativi al fine di formare le risorse opportune per colmare quello specifico gap di competenze.

Tramite un modello circolare di questo tipo possiamo formare studenti che non hanno accesso a percorsi a pagamento e sfruttare le competenze apprese all’interno di project work che vengono disegnati in compartecipazione con gli enti del terzo settore (non profit) che, allo stato attuale, sono costantemente alla ricerca di volontari con competenze digitali.

A chi si rivolge

La Skillando Academy vuole formare ragazzi e ragazze che non hanno possibilità di accesso a corsi professionalizzanti a pagamento a causa di un reddito familiare insufficiente.

Enti ed organizzazioni del terzo settore sono un ulteriore destinatario finale della Skillando Academy che beneficiano della formazione e applicazione pratica delle nozioni apprese dai team di studenti che concludono il percorso formativo.

Si rivolge, in una successiva fase, agli insegnati delle scuole primarie che hanno esigenza di aggiornarsi e fare upskilling a seguito delle modalità di erogazione ibrida delle lezioni (DAD) e che intendono veicolare e promuovere la cultura del digitale all’interno delle loro classi.

Sono inoltre destinatari di future e possibili iniziative formative tutte quelle fasce di popolazione che, per questioni anagrafiche (boomer), non hanno avuto la possibilità di apprendere e formare opportunamente la propria educazione e cultura digitale.

Skillando Digital Volunteering

Skillando Digital Volunteering è un’organizzazione non profit che opera per ridurre il divario digitale in Italia e nel mondo.

Lo fa attraverso iniziative di volontariato digitale che prevedono la compartecipazione di professionisti del digitale provenienti dalla propria community e attraverso la pubblicazione di richieste di volontariato tramite pubblicazione delle proprie iniziative on line.

Ogni iniziativa ha delle specifiche esigenze in termini di risorse, tempi, competenze  e budget.

Le iniziative vengono sviluppate attraverso la stesura di un brief insieme all’ente destinatario delle attività di volontariato digitale.

Di norma, le richieste più frequenti fanno riferimento ad attività di posizionamento online, branding, web design, attività marketing e social e crowdfunding.

Tali attività vengono sviluppate tipicamente in un periodo di tempo che varia dalle due settimane ai trenta giorni ma non si escludono progetti a più lungo termine in funzione della disponibilità dei volontari che intendono aderire alla singola iniziativa.

I team di volontari digitali sono creati di volta in volta in base alle relative disponibilità e operatività individuali e sulla base delle specifiche richieste dell’ente e organizzazione che richiede il nostro supporto.

Le iniziative di volontariato digitale sono di norma finanziate da sponsor, sostenitori e donatori che provengono dal settore privato.

Aziende e Corporates che operano nel tech e generalmente nel digitale sono e saranno i nostri principali sostenitori non solo dal punto di vista economico ma, anche, mettendo a fattor comune risorse e asset proprietari.

Le iniziative costruite ed erogate ad oggi possono essere visionate su Skillando.org

Come stiamo risolvendo il problema

Attualmente Skillando Digital Volunteering sta affrontando il problema del divario digitale attraverso delle iniziative di volontariato a supporto di organizzazioni non profit, startup a vocazione sociale e scuole in Italia e nel mondo.

La maggior parte delle iniziative costruite ed erogate ad oggi sono state autofinanziate e hanno visto la partecipazione volontaria di ragazzi e ragazze provenienti dalla nostra community e non che sono stati ingaggiati attraverso la pubblicazione delle iniziative online.

Tutte le iniziative erogate ad oggi sono pubblicate su Skillando.org.

Nello specifico:

Ad oggi, 2022, abbiamo generato il seguente impatto nonostante sia sempre abbastanza complesso definire quantitativamente tale elemento.

  • più di 1900 ore di volontariato digitale erogate
  • più di 240 volontari coinvolti attivamente nelle diverse iniziative
  • più di 60 iniziative in presenza e remoto erogate dal 2017

Abbiamo inoltre costruito una versione primordiale del modello di scalabilità di tali iniziative (Skillando X) che prende spunto dal modello Tad / TedX.

Scalabilità della soluzione: Skillando Academy

Il problema della scalabilità delle azioni di volontariato digitale a favore delle organizzazioni che operano nel terzo settore è stato, inizialmente, considerato come una mera esigenza di replicabilità di tali iniziative.

A tale scopo è nato Skillando X ma, contestualmente, ci siamo resi conto della necessità di formazione ed educazione al digitale di determinate fasce di popolazione italiana tra cui, prevalentemente, quella dei ragazzi e ragazze in età post scolare che, purtroppo, non hanno la possibilità di accedere a corsi professionalizzanti di alto livello e a pagamento.

OCSE ha denunciato “in Italia il sistema scolastico è egualitario sulla carta, ma nei fatti non consente ancora di superare le differenze di partenza tra gli studenti legate al contesto familiare e sociale, anzi le consolida.  

Non tutti gli studenti hanno pari accesso a un insegnamento di alta qualità e che questa disuguaglianza può spiegare gran parte dei divari di apprendimento osservati tra gli alunni più favoriti e quelli svantaggiati.

I dati raccolti dall’OCSE dimostrano infine come l’alta percentuale di abbandono scolastico in Italia sia determinata principalmente dalle risorse economiche di cui dispongono le famiglie.

In altre parole: la possibilità economica di accedere all’istruzione si traduce nel principale ago della bilancia dell’equità sociale”

Grazie al volontariato digitale di professionisti, consulenti, marketers ed innovation managers di alta seniority, intendiamo costruire un percorso formativo sul digitale totalmente gratuito destinandolo a tutti quei ragazzi il cui Isee e reddito familiare non permette l’accesso a programmi formativi a pagamento.

Tale percorso formativo ibrido (online e offline) permetterà agli studenti di apprendere tutte quelle competenze necessarie per poter sviluppare progetti di trasformazione digitale a favore delle organizzazioni del terzo settore con le quali verranno costruiti i project work dei corsi.

In questo modo possiamo costruire team di volontari partendo da quella fascia di popolazione che, opportunamente formata, potrà scalare l’impatto di Skillando Digital Volunteering attraverso delle missioni operative di volontariato digitale, stage e, auspicabilmente, assunzioni e ruoli professionali all’interno del terzo settore.

Volontariato digitale

Secondo il rapporto Istat sulle Istituzioni No Profit in Italia (2011-2015, aggiornato all’aprile del 2019), la maggioranza delle associazioni attiva ha entrate davvero contenute: inferiori ai 10.000 per il 38% e comprese fra 10.000 e i 30.000 per il 22,6%.

In questo quadro economico, è difficile immaginare che le organizzazioni riescano  comprare sul mercato tutta una serie di competenze legate alla comunicazione digitale, alla tecnologia dell’informazione, al fund raising. 

Competenze che sono tuttavia molto importanti per la riuscita di qualsiasi progetto.

Per questa ragione, il contributo dei volontari digitali diventa cruciale per scongiurare il divide digitale che separa gli enti no profit più piccoli da quelli profit, e che, in senso più largo ma con effetti altrettanto gravi, limita le opportunità di interi settori della popolazione.

Il volontariato digitale ha il grande vantaggio di essere:

  • inclusivo: chiunque può farlo, basta avere delle competenze nei settori richiesti,  non serve nessuna abilità o forza fisica 
  • diffuso: si può fare la differenza dovunque si sia  
  • adattabile alle necessità di ognuno: non ci sono limiti di orario, ogni volontario può decidere di lavorare quando può

L’esperienza più significativa, più conosciuta e più grande è quella  delle Nazioni Unite, che con una piattaforma dedicata attiva dal 2000, www.onlinevolunteering.org connettono associazioni e aspiranti volontari digitali in ogni parte del mondo: più di 12.000 volontari ogni anno decidono di fare la differenza con le loro competenze e rendere concreto il potenziale del volontariato digitale:

Ha un programma di cyber volunteering anche l’organizzazione svizzera icvolunteers, il sito Helpfromhome  ha invece un focus sul cosiddetto microvolunteering che prevede interventi rapidi da 10 minuti a mezz’ora.
Ma se si vuole avere un quadro più completo di quello che succede nel mondo del volontariato on-line e si cerca un progetto, una buona idea è quella di seguire il sito www.digitalvolunteering.org  che raccoglie centinaia di aziende, associazioni, enti religiosi e onlus che offrono opportunità di volontariato digitale su una infinità di progetti.

Le fasi del progetto

Il progetto si articola in due distinte fasi con differenti obiettivi e metriche di riferimento che, in linea di massima, rispettano delle tempistiche semestrali.

Budget ed investimento #Fase 1

Esiste, ad oggi, una prima versione del budget necessario a finanziare la prima fase della Skillando Academy: tale budget è visionabile al seguente link

Questa versione del budget servirà a finanziare la prima fase della piattaforma digitale della Academy.

Le voci inserite al suo interno sono delle stime che devono essere validate e consolidate da preventivi ed offerte ufficiali.

Budget ed investimento #Fase 2

All’interno del medesimo documento linkato nel presente paragrafo viene fatta una stima di costi di investimento per la realizzazione del “contenitore” fisico della academy.

Tale elemento vuole diventare lo spazio fisico sede della Academy all’interno del quale costruire una media room per la creazione di contenuti video formativi e per lo streaming delle docenze online.

Saranno inoltre presenti dei laboratori didattici e aule per la formazione in presenza opportunamente allestiti per poter accogliere le diverse generazioni di studenti e consentire la realizzazione di eventi.

Sarà presente un laboratorio per l’editing e montaggio dei contenuti video, un laboratorio di robotica ed uno dedicato allo smart manufacturing.

Saranno incluse aree di lavoro e co-working, alloggi per offrire pernottamento temporaneo agli studenti, uno spazio ristoro e aree accoglienza e ricreative.

Come finanzieremo il progetto

Il progetto composto nelle sue due distinte fasi verrà finanziato attraverso:

  • donazioni filantropiche
  • sponsorship
  • accesso a bandi relativi alla sustainable agenda 2030
  • condivisione di asset proprietari di aziende e corporates
  • crowdfunding
  • fundraising

Tale attività sarà presidiata e sviluppata attraverso un’apposita figura responsabile delle relazioni, contatti, proposte di donazioni e supporto operativo al raggiungimento dei budget prefissati per entrambe le fasi.

Team e risorse umane

Le prime due fasi del progetto prevedono dei team creati “on demand” di figure che possono provenire dalla community di Skillando Digital Volunteering e non solo.

Tali team lavorano in sprint settimanali e daranno vita alla prima versione della Academy permettendo di adempiere e raggiungere gli obiettivi specificati nelle due fasi operative.

Ogni figura all’interno del progetto persegue gli obiettivi comuni mediante l’adozione della metodologia OKR (self management) ed in relazione al “sistema operativo” di Skillando Digital Volunteering creato in questi ultimi anni.

Tale S.O. si basa su valori e responsabilità condivise tramite un modello open source (framework) orizzontale esplicitato nella sezione seguente (architettura).

Architettura del progetto

Tutto il progetto della Skillando Academy funziona su un’architettura sviluppata sul modello Holacracy ed una costituzione condivisa in maniera trasparente che definisce le regole, accountabilities e relativa governance.

Il framework operativo per adempiere agli obiettivi trimestrali fa parte del medesimo sistema operativo e consente ad ogni figura e team di progetto di poter operare in autonomia scrivendo i propri OKRs che vengono rivalutati mensilmente.

Si può visionare l’architettura progettata ad oggi su questa board Mirò (desktop only).

Si può inoltre prendere visione del Sistema Operativo attraverso questo documento.

Aderisci e partecipa al progetto

Se condividi il nostro medesimo scopo e valori e se vuoi contribuire allo sviluppo di questo progetto, puoi semplicemente dimostrare il tuo interesse scrivendoci due righe a hello@skillando.org per poter schedulare una call e/o meeting.

Benchmark

Khanacademy: https://it.khanacademy.org/ 

Tunapanda Institute: https://tunapanda.org/ 

Digital poverty alliance: https://digitalpovertyalliance.org/projects/tech4teachers/ 

K12: https://www.k12.com/ 

Fonti:

Filippo Scorza
Filippo Scorza
Sono un digital enthusiast, ho un transponder sotto pelle, faccio volontariato digitale nei paesi in via di sviluppo e mi piacciono le cose in beta!

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