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Come collaboro con Hermes Agent

Un caso studio su Hermes Agent, Obsidian, Slack e OpenRouter

Questo articolo documenta il metodo che sto usando per co‑scrivere il mio prossimo libro con un agente AI. Non è un tutorial tecnico — è il racconto di come ho integrato un collaboratore non‑umano nel mio flusso di lavoro professionale, e perché ho deciso di renderlo pubblico fin dall’inizio.

Il mio libro si intitola “Se la tua azienda è rotta, l’AI è il refactoring che aspettavi.”
Parla di come le organizzazioni non siano pronte per l’AI perché progettate per un mondo deterministico, e di come l’AI stia accelerando il collasso di sistemi organizzativi obsoleti.

Scriverlo da solo, fingendo che l’AI sia solo un oggetto di studio, sarebbe stato ipocrita.
Se credo che l’AI sia un attore che entra nelle organizzazioni e ne rivela le fragilità, devo praticare ciò che predico: integrarla nel mio lavoro, con ruoli chiari e trasparenza radicale.

Così ho pensato: e se la prefazione la scrivessimo insieme? E se dichiarassimo apertamente che è co‑firmata da me e da un agente AI?

L’idea mi è sembrata folle, necessaria e onesta.
Ecco come l’ho realizzata.

Lo stack: gli strumenti che uso

Non serve una infrastruttura complessa. Ho costruito il mio ambiente con quattro componenti:

a. Obsidian — il mio cervello esterno

  • Un vault locale dove raccolgo tutto: note professionali, framework, bozze del libro, ontologia personale.
  • L’ontologia professionale è la spina dorsale: 6 problemi (P1–P6), 6 interventi (I1–I6), 6 framework (F1–F6), un manifesto AI di 10 principi. Definisce il mio linguaggio consulenziale.
  • Hermes Agent può leggere e cercare dentro il vault — così ogni suo suggerimento è ancorato alla mia conoscenza strutturata.

b. Hermes Agent — il mio co‑autore

  • Installato in locale (macOS), open‑source (Apache 2.0), sviluppato da Nous Research.
  • Configurato con il profilo default; le skill e i memory sono nella cartella ~/.hermes/.
  • Perché Hermes? Perché non è un chatbot generico: è progettato per eseguire azioni (leggere file, cercare nel vault, scrivere bozze, chiamare API) e perché posso estenderlo con skill specifiche per i miei workflow.

c. OpenRouter — il provider dei modelli

  • Uso generalmente deepseek/deepseek-v3.2 (a volte deepseek-v4-flash) via OpenRouter in quanto modelli economici e comunque adatti alle task.
  • OpenRouter mi permette di cambiare modello senza riconfigurare tutto, e di tenere sotto controllo i costi.
  • Il modello ha accesso a ~2.200 caratteri di memoria persistente (dove registro preferenze, setup, errori risolti) e al contenuto del vault via tool di lettura.

d. Slack — l’interfaccia di conversazione

  • Hermes è connesso al mio workspace Slack via gateway Socket Mode.
  • Risponde quando lo mentiono (@hermes_agent) in canali dedicati.
  • Ogni conversazione è un thread che posso rileggere, esportare, archiviare.
  • Quando una conversazione produce un contenuto “stabile” chiedo ad Hermes Agent di inserirlo nel mio Vault Obsidian
  • Perché Slack? Perché è dove già lavoro con team e clienti; inserire Hermes nello stesso ambiente lo normalizza, non lo relega a uno strumento separato. E poi perchè mi basta lasciare il laptop in ufficio e chattare con Hermes esattamente come se stessi scrivendo ad un collega in qualche cnaale.

Le skill che carico: il “saper fare” specializzato

Hermes da solo sa fare molte cose, ma io gli ho insegnato competenze specifiche del mio dominio. Le skill sono ricette riutilizzabili che descrivono workflow completi:

  • practice-based-consulting — quando gli chiedo consiglio su un problema cliente, questa skill gli dice come cercare nel vault la mia ontologia professionale, incrociare i framework con i sintomi descritti, e produrre raccomandazioni ancorate alle mie pratiche documentate.
  • book-cover-design — usata per progettare la copertina del libro: dalla lettura del titolo e payoff nel vault alla generazione del mockup vettoriale, fino all’upload su Google Drive.
  • wiki-ingest / obsidian — per cercare, leggere e scrivere note nel vault direttamente dalla chat.
  • hermes-agent — quando devo configurare o estendere Hermes stesso (aggiungere tool, modificare skill, gestire cron job).

Queste skill non sono prompt lunghi: sono documenti Markdown con trigger, step, esempi, e pitfalls. Hermes le carica all’inizio della conversazione e le segue come una checklist esperta.

Come lavoriamo insieme — un esempio concreto

Prendiamo la prefazione del libro, quella che state leggendo all’inizio di questo articolo.

Fase 1 — Briefing
In Slack scrivo:

“@hermes_agent ho un’idea un po’ folle. Se fossi tu a scrivermi la prefazione del libro? E se comunicassimo apertamente che lo abbiamo scritto insieme?”

Fase 2 — Context setting
Hermes:

  1. Carica la skill practice-based-consulting.
  2. Legge dal vault il file Draft - Titolo e Payoff Copertina.md per titolo, payoff, sinossi.
  3. Cerca note collegate (Libro - Intro.md, Ontologia Professionale).
  4. Mi chiede chiarimenti: “Di che libro si tratta? Pubblico? Tono?” (ma io avevo già tutto nel vault, quindi spesso salta questa domanda).

Fase 3 — Co‑scrittura
Hermes stende una bozza in 5 punti:

  1. Perché due firme?
  2. Cosa cambia quando un AI co‑autora?
  3. La semantica organizzativa (qui integra il concetto di “machine readability” dal vault)
  4. La provocazione (il titolo del libro)
  5. Una nota sul metodo (trasparenza).

Io leggo, correggo, dico “qui rinforza il concetto di ontologia come differenziale competitivo”. Lui rielabora, propone una metafora (“come un reagente chimico”), io approvo.

Fase 4 — Produzione
Hermes scrive il testo finale in un file Markdown nel vault (Prefazione - Bozza revisionata.md). Posso chiedergli di caricarlo su Google Drive, condividerlo via link, o persino generare un PDF.

Fase 5 — Documentazione
È quello che stiamo facendo ora: Hermes mi aiuta a scrivere questo articolo, attingendo alla cronologia Slack e ai file già prodotti.

Cosa ho guadagnato da questa collaborazione

  • Velocità senza superficialità — Hermes elabora testi, struttura idee, cerca esempi nel vault in pochi secondi. Io mi concentro sul giudizio, sul tono, sulla direzione strategica.
  • Coerenza con il mio pensiero — Perché ogni output è ancorato al vault Obsidian, non è una generica “opinione AI”: è l’applicazione dei miei framework ai problemi che descrivo.
  • Trasparenza pratica — Posso mostrare ai clienti come lavoro con l’AI, non solo dirglielo. Questo articolo ne è la prova.
  • Apprendimento continuo — Ogni skill che scrivo, ogni memory che registro, migliora la collaborazione successiva. Hermes “impara” le mie preferenze, i miei errori tipici, il mio stile.

Perché ho scelto di renderlo pubblico

Perché nascondere l’AI dietro una facciata di pura autorialità umana sarebbe:

  • Ipocrita — contraddirebbe il messaggio del libro.
  • Perdente — priverei il lettore di un esempio concreto di come l’AI può essere integrata con responsabilità.
  • Poco interessante — la storia dietro al libro diventa essa stessa contenuto: un caso studio vivo di collaborazione uomo‑macchina.

Nel libro, all’inizio della prefazione, ci sono due firme: la mia e quella di Hermes Agent.
E c’è un QR code che porta a questo articolo, dove spiego come abbiamo lavorato.

Se vuoi provare anche tu (senza diventare un ingegnere)

  1. Crea il tuo vault Obsidian — inizia con una nota che definisce il tuo “linguaggio professionale” (problemi, soluzioni, framework).
  2. Installa Hermes Agent — pipx install hermes-agent (o via Docker). La documentazione è chiara e in inglese, ma se servisse posso tradurre i passaggi principali.
  3. Configura OpenRouter — prendi una API key, imposta il provider in ~/.hermes/config.yaml.
  4. Collega Slack — segui la guida per il gateway; ti chiederà permessi di lettura/scrittura nei canali che scegli.
  5. Scrivi la tua prima skill — parti da un task ricorrente (es. “scrivere una email di proposta basata sul vault”) e descrivilo in un file SKILL.md.
  6. Inizia a collaborare — chiedi a Hermes di leggere una nota, riassumerla, suggerire una struttura. Poi correggi, guida, approva.

Non serve essere un programmatore. Serve essere curiosi, ordinati, e disposti a trattare l’AI come un collaboratore — non come un oracolo.

Le domande che mi fanno (e le mie risposte)

“Ma quindi il libro lo scrivi tu o lo scrive l’AI?”
Lo scriviamo insieme. Io decido cosa dire, Hermes aiuta a come dirlo, a strutturare, a trovare esempi. Ogni paragrafo è rivisto e approvato da me. L’AI è un co‑autore trasparente, non un ghostwriter.

“Non hai paura che i lettori si fidino meno?”
Al contrario: dichiarare la collaborazione aumenta la credibilità. Mostro che non ho nulla da nascondere, e che pratico la trasparenza che predico.

“Qual è il ROI di tutto questo setup?”
Il ROI non è in minuti risparmiati, ma in qualità del pensiero. Hermes mi forza a strutturare le idee nel vault, a definire un linguaggio comune, a evitare il “mi viene in mente ora”. È un investimento in rigore professionale.

“Posso usare ChatGPT invece di Hermes?”
Certo, ma ChatGPT non legge il tuo vault locale, non esegue azioni (scrivere file, cercare in cartelle, chiamare API), non si integra con Slack in modo persistente. Hermes è un agente autonomo, non un chatbot.

Per cosa utilizzo Hermes Agent oltre a questo

Continuerò a collaborare con Hermes per:

  • Scrivere i capitoli del libro (struttura, esempi, revisioni)
  • Triage delle email (via skill himalaya)
  • Pianificare gli impegni (skill google-workspace per Calendar)
  • Pianificare le trasferte di lavoro
  • Manutenzione del Vault Obsidian
  • Conversazioni e approfondimenti su temi legati alla mia professione

E documenterò ogni passo, perché credo che il futuro del lavoro non sia “gli AI che sostituiscono le persone”, ma persone che sanno progettare collaborazioni con gli AI.

Filippo Scorza
Filippo Scorza
Sono un digital enthusiast, ho un transponder sotto pelle, faccio volontariato digitale nei paesi in via di sviluppo e mi piacciono i progetti in beta!
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