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Refactoring: riprogettare il lavoro nell’era della AI

Ho passato gli ultimi mesi a scrivere un libro con un agente AI.

Non “aiutato da un AI”. Non “con suggerimenti generati da ChatGPT”.

Scritto insieme. Come co-autori. Con ruoli distinti, un metodo preciso, e un patto di trasparenza: dichiararlo subito, dall’inizio, senza fingere che sia solo farina del mio sacco.

Il libro si intitola (per ora): “Refactoring: riprogettare il lavoro nell’era della AI“

6 parti, 14 capitoli. Parla di organizzazioni che non sanno descrivere sé stesse, di AI che non legge il mondo ma la nostra traduzione del mondo, e di un nuovo sistema operativo per l’era agentica.

Ma questo post non è una sinossi. È un invito.

Come lavoriamo io e Hermes Agent

Hermes è un agente AI open-source. Vive sul mio Mac, legge il mio vault Obsidian (dove tengo tutto: framework, newsletter, appunti su Floridi e Harari, l’ontologia professionale che uso per la consulenza), cerca pattern tra note che io non collegherei mai, e scrive bozze.

Io faccio il resto: direzione, giudizio, tono, connessioni inaspettate, il “qui no, riscrivi” che trasforma una bozza competente in qualcosa che suona come me.

Funziona così:

  1. Io definisco la direzione: “Capitolo 5: semantic layer vs ontologia. Fonti: Talisman, Floridi, Palantir. Collega tutto al framework P3/F2 del vault.”
  2. Lui esegue: cerca nel vault, cerca sul web, costruisce la struttura, scrive la bozza.
  3. Io revisiono: taglio, riscrivo, aggiungo la voce che solo un umano può dare.
  4. Lui impara: dai miei tagli e correzioni, affina il modello del mio posizionamento.

Non è delega. È orchestrazione.

E questo libro — nel merito — spiega esattamente questa dinamica: cosa succede quando un agente autonomo entra in un sistema progettato per umani.


Lo stack: gli strumenti che uso

Non serve una infrastruttura complessa. Ho costruito il mio ambiente con quattro componenti:

a. Obsidian — il mio cervello esterno

  • Un vault locale (/Users/filipposcorza/Documents/Obsidian/filippo scorza/filippo scorza) dove raccolgo tutto: note professionali, framework, bozze del libro, ontologia personale.
  • L’ontologia professionale è la spina dorsale: 6 problemi (P1–P6), 6 interventi (I1–I6), 6 framework (F1–F6), un manifesto AI di 10 principi. Definisce il mio linguaggio consulenziale.
  • Hermes Agent può leggere e cercare dentro il vault — così ogni suo suggerimento è ancorato alla mia conoscenza strutturata.

b. Hermes Agent — il mio co‑autore

  • Installato in locale (macOS), open‑source (Apache 2.0), sviluppato da Nous Research.
  • Configurato con il profilo default; le skill e i memory sono nella cartella ~/.hermes/.
  • Perché Hermes? Perché non è un chatbot generico: è progettato per eseguire azioni (leggere file, cercare nel vault, scrivere bozze, chiamare API) e perché posso estenderlo con skill specifiche per i miei workflow.

c. OpenRouter — il provider dei modelli

  • Uso deepseek/deepseek-v3.2 (a volte deepseek-v4-flash) via OpenRouter.
  • OpenRouter mi permette di cambiare modello senza riconfigurare tutto, e di tenere sotto controllo i costi.
  • Il modello ha accesso a ~2.200 caratteri di memoria persistente (dove registro preferenze, setup, errori risolti) e al contenuto del vault via tool di lettura.

d. Slack — l’interfaccia di conversazione

  • Hermes è connesso al mio workspace Slack via gateway Socket Mode.
  • Risponde quando lo mentiono (@hermes_agent) in canali dedicati.
  • Ogni conversazione è un thread che posso rileggere, esportare, archiviare.
  • Perché Slack? Perché è dove già lavoro con team e clienti; inserire Hermes nello stesso ambiente lo normalizza, non lo relega a uno strumento separato.

e. Le skill che carico — il “saper fare” specializzato

Hermes da solo sa fare molte cose, ma io gli ho insegnato competenze specifiche del mio dominio. Le skill sono ricette riutilizzabili che descrivono workflow completi:

  • practice-based-consulting — quando gli chiedo consiglio su un problema cliente, questa skill gli dice come cercare nel vault la mia ontologia professionale, incrociare i framework con i sintomi descritti, e produrre raccomandazioni ancorate alle mie pratiche documentate.
  • book-cover-design — usata per progettare la copertina del libro: dalla lettura del titolo e payoff nel vault alla generazione del mockup vettoriale, fino all’upload su Google Drive.
  • wiki-ingest / obsidian — per cercare, leggere e scrivere note nel vault direttamente dalla chat.
  • hermes-agent — quando devo configurare o estendere Hermes stesso (aggiungere tool, modificare skill, gestire cron job).

Queste skill non sono prompt lunghi: sono documenti Markdown con trigger, step, esempi, e pitfalls. Hermes le carica all’inizio della conversazione e le segue come una checklist esperta.


Perché te lo racconto ora

Il 23 ottobre parte il Master in Advanced Project Manager e AI di cui sono coordinatore scientifico. Gli studenti del Master lo useranno come lettura e guida nel percorso formativo.

Ma voglio che anche tu – che mi segui su LinkedIn, che leggi The Work Paradigm, che sei arrivato fin qui – possa leggerlo prima di tutti e dirmi cosa ne pensi.

I primi 99 iscritti ricevono la copia digitale gratuita. Niente pagamento, niente abbonamento. Solo il libro, in cambio di una email e (se ti va) di un feedback.


Cosa troverai nel libro

  • Parte I La diagnosi: perché il lavoro è rotto e il sistema operativo aziendale è in crisi (cap. 1-2)
  • Parte II Ontologia e semantica: l’AI non legge il mondo, legge la nostra traduzione. E l’AI è un agente, non uno strumento (cap. 3-4)
  • Parte III Architettura del nuovo OS: dal semantic layer all’ontologia, le 12 dimensioni, sistemi chiusi vs aperti (cap. 5-7)
  • Parte IV L’organizzazione come spazio di significato: città e linguaggio, leadership agentica (cap. 8-9)
  • Parte V Talento, AI e giustizia: conoscenza specifica, AI e giustizia organizzativa (cap. 10-11)
  • Parte VI Progettare il disordine: design organizzativo, toolkit ontologico (cap. 12-13)

Ogni capitolo è firmato da me e da Hermes Agent. Perché se l’AI può co-scrivere un libro sulla fine dell’organizzazione come la conosciamo, forse è proprio la prova che il libro ha ragione.


Scarica la tua copia gratuita (solo i primi 99)

E pubblicata su Gumroad. Il link contiene un coupon sconto del 100% per i primi 99 iscritti.

Grazie per essere arrivato fin qui.

— Filippo Scorza

Filippo Scorza
Filippo Scorza
Sono un digital enthusiast, ho un transponder sotto pelle, faccio volontariato digitale nei paesi in via di sviluppo e mi piacciono i progetti in beta!
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