Transumanesimo, cyborg, biohacking e brain uploading

Transumanesimo, ovvero la possibilità di ri-progettare la condizione di vita dell’essere umano.

Processi di invecchiamento, diminuzione delle capacità intellettive, potenziamento fisico e cerebrale e allungamento della vita possono essere affrontate e risolte grazie alla tecnologia.

Siamo di fronte all’estinzione dell’Homo Sapiens? Stiamo sviluppando una nuova evoluzione verso quello che in molti definiscono Homo Deus?

Detto in parole povere il transumanesimo (indicato come H+) è un movimento a sostegno dell’ipotesi di utilizzo delle nuove tecnologie e scoperte scientifiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive dell’essere umano.

Giovanni Pico della Mirandola sosteneva tale approccio già nei sui studi umanistici e filosofici nella seconda metà del 1400.

Ma oggi, grazie all’ingegneria genetica, crionica, computer avanzati e intelligenza artificiale possiamo affermare che l’essere umano potrebbe diventare qualcosa “più che umano”.

La Alcor Life Extension, basata in Arizona, sta sperimentando la conservazione di esseri umani in azoto liquido. Ad oggi, vi sono 377 persone “ibernate” al mondo.

Alcor permette di farsi “conservare” nel momento in cui ci si trovi di fronte ad una malattia terminale alla quale non esiste cura: se questa dovesse essere trovata in futuro, allora, verrai risvegliato.

Congiuntamente al concetto di transumano troviamo quello dei cyborg ovvero, la possibilità di estendere le proprie capacità fisiche, sensoriali e cognitive mediante impianti tecnologici.

Neil Harbisson, a quanto pare, ha una piccola antenna installata sulla nuca che gli permette di percepire i colori nonostante sia daltonico mentre il dottor Kevin Warwick, professore di cibernetica iniziò a sperimentare impianti sul suo corpo già dagli anni ’90.

E che dire dell’intervento di Jesse Sullivan che, a seguito dell’amputazione di entrambi gli arti superiori, li ha sostituiti con due braccia meccaniche? Si badi bene, totalmente comandate dalla sua corteccia motoria!

E poi c’è Stelios Arcadio…

Questo cyber artista sostiene che il corpo umano sia obsololeto e si è impiantato un orecchio sul suo braccio sinistro: a quanto pare sembra possa funzionare grazie ad un microfono esterno.

Questa l’intervista in cui mostra il suo artefatto e la motivazione che lo ha spinto a tale sperimentazione.

Infine il concetto di “brain uploading“ovvero il trasferimento della mente cosciente in una copia non biologica.

Il processo implica la mappatura del cervello umano e la sua ricostruzione su un supporto informatico. Lo so, sembra uno sci-fi ma si sta già investigando tale processo all’interno della branca della neuroscienza computazionale.

Il brain uploading è considerata come tecnologia futura ma fattibile che consentirebbe una maggior velocità di elaborazione dei pensieri rispetto al nostro cervello biologico.

Da qui si aprono scenari tanto preoccupanti quanto scientificamente interessanti quali, ad esempio, l’immortalità o la possibilità di produrre copie speculari di se stessi.

Molte sono le riflessioni etiche e morali dietro a questi possibili “empowerment” dell’essere umano ma credo che sia corretto esserne a conoscenza anche senza avere tutte le risposte alle centinaia di domande che potrebbero venirci in mente.

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