Come ti prototipo il contesto, non il prodotto

Creare un prototipo per validare un’idea o un servizio costa, di norma, tempo, denaro e sacrificio.

A volte, non avendo a disposizione tali risorse, è necessario ricorrere ad una strategia che ci consenta di comprendere meglio le esigenze e necessità del target di mercato al quale desideriamo proporre la nostra soluzione.

Esistono differenti approcci per collezionare feedback, insights ed aumentare il nostro livello di conoscenza sulla “bontà” dell’idea e del prototipo che ne deriva.

Uno di questi è sicuramente il design sprint ideato da Google Venture e Jake Knapp che consente di partire da un’idea, crearne un prototipo o mock up funzionante e testarlo su utenti reali in soli cinque giorni.

Ma quando non hai la possibilità di costruire tale strategia, esistono delle alternative altrettanto utili e valide che puoi generare in minor tempo e budget che ti permettono di misurare una metrica essenziale che vuoi validare.

Prototipare il contesto e non il prodotto è un metodo di pensiero laterale che si basa, fondamentalmente, sul cercare di capire l’interesse relativo ad un prodotto o servizio che ancora non esiste.

Sto parlando di un approccio che mostra all’utente target una fake door, un link unico, una landing page o una mail che ti consentano di comprendere qualcosa in più sulle ipotesi di partenza e che, se non validate, non ti permetterebbero di creare opportunamente tale prodotto e relativo modello di business.

Maximising the rate of learning by minimising the time to try things

Vediamo alcune metodologie per costruire esperimenti prioritari e rapidi partendo, però, dal presupposto che dovrai avere sempre una e solo una variabile da misurare (esattamente come si fa in A/B testing).

Fake Door

Una fake door non è altro che una porta di ingresso verso qualcosa (prodotto o servizio) totalmente fake.

Solitamente viene realizzata mediante una landing page opportunamente customizzata con immagini, render o interfaccia del prodotto che, nella realtà, non esiste.

In sostanza è come se fosse un vero e proprio elemento online che permetta ai visitatori di compiere un’azione: potrebbe trattarsi di richiedere l’iscrizione ad un trial, chiedere maggiori informazioni o iscriversi alla imminente release del prodotto in veste di beta tester.

Una volta che l’utente ha compiuto tale azione (evento), lo si rimanda ad una thank you page o, molto spesso, ad una pagina di errore tipo 404: in questo modo hai la possibilità di misurare l’azione che vorresti testare mediante un semplice esperimento su un prodotto che nemmeno esiste ma che sembra esserlo!

Ovviamente dovrai settare uno strumento di tracking come ad esempio Google Analytics, che ti consenta di monitorare eventi ed obiettivi dietro l’azione che vuoi misurare.

E’ anche vero che, senza una buona campagna Adv, nessuno atterrerà mai su tale pagina: ti occorre quindi un minimo di budget per creare traffico mirato ad una specifica audience di interesse.

Mediante l’Adv potrai inoltre testare eventuali query di ricerca mediante Google Adwords in merito al prototipo che vuoi testare, oppure validare il segmento di mercato mediante analisi sull’audience che creerai in Facebook Ads.

Google AdWords

In questo caso quello che si vuole testare è l’interesse verso un prodotto o servizio attraverso la ricerca di determinate parole chiave su Google.

Quello che puoi fare è identificare quale keywords di ricerca potrebbero essere utilizzate da un utente che sta cercando quel prodotto: puoi utilizzare keywordtool.io oppure ubersuggest per identificare quelle più frequenti e affini tra loro.

L’idea è quella di disegnare una campagna Adwords con tali query di ricerca ed un accattivante copy ed investire un minimo di budget nella campagna.

Poi lanci la campagna prefissando una finestra temporale in cui andrai a monitorare i CTR.

A fine campagna potrai affermare che esiste un interesse verso quel tuo prodotto o servizio (che non esiste ancora e che quindi rimanda su una fake landing page) se, ad esempio, il CTR è del 3%.

Link Unico al prototipo

Questo esperimento ti permette di verificare l’interesse del tuo interlocutore verso l’idea che vorresti testare.

Devi creare una landing con dei copy e contenuti specifici per la persona con la quale vuoi condividere il progetto: se è un investitore dovrai porre l’accento sul modello di business e revenue, se un ipotetico utilizzatore, invece, sui benefici che trarrà dal tuo prodotto.

Successivamente crea un bit.ly e fissa degli appuntamenti per un caffè con gli interlocutori in target.

Durante l’incontro fingi di essere di fretta ed avere poco tempo a disposizione: introduci velocemente l’idea e poi, chiedi se sia possibile proseguire l’approfondimento via mail.

Una volta raccolta la mail, confeziona opportunamente il contenuto ed inserisci il bit.ly per tracciare se il lettore vi cliccherà sopra.

Se si, fai follow up e fissa un nuovo incontro a stretto giro e approfondisci le tematiche in essere.

Product Hunt/Ship

Da poco tempo Product Hunt, “the best new products in tech”, ha lanciato la funzionalità ship che consente a makers, starups ed imprenditori di lanciare il proprio prodotto o servizio attraverso la loro piattaforma.

Mediante la fruizioni di svariati tools tra cui landing pages, widgets embeddabili, form per iscrizione a newsletter, survey e chat, l’utente può lanciare velocemente la propria idea in versione beta all’interno della community degli hunters.

Ma non solo, la versione ship fornisce strumenti di analytics, A/B testing ed integrazioni esterne con Zapier, Slack, Mailchimp e molte altre.

Ovviamente il servizio prevede un piano free che include un’unico prodotto e piani superiori a subscription mensili o annuali

Slide

Se ti interssa un riassunto di questo approccio, qui trovi le slide “How to validate ideas” di alcune mie docenze. Cheers!

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