Innovation manager, chi è, cosa fa e come dovrebbe farlo

Nel contesto lavorativo odierno nascono costantemente nuove professioni, nuove definizioni, ruoli, richieste di competenze e skills sempre più orizzontali.

L’innovation manager è una di queste. Analogamente al CIO, Chief innovation Officer o al Digital Transformation Officer, il suo ruolo è quello di abilitare e guidare l’innovazione in azienda.

Guidare l’innovazione, ok, ma in che modo? Quali attività dovrebbe svolgere?

Sostenere i processi di evoluzione tecnologica, trasformare prodotti e servizi mediante il digitale, promuovere la cultura verso la sperimentazione, l’analisi dell’esperienza dei propri clienti / utenti nell’acquisto, fruizione e retention di un servizio…

Per la mia personale esperienza come Innovation Manager presso Innovation School di Talent Garden, queste sono solo alcune delle responsabilità e attività di tale ruolo.

Fare innovazione non ha delle linee guida specifiche, non vi sono istruzioni o frameworks da seguire: innovare significa rischiare, testare cose nuove o, meglio, fare le cose vecchie in modo diverso.

In sostanza, possiamo affermare che fare innovazione sia la capacità di trasformare una scoperta, uno studio o una ricerca in un prodotto o miglioria dello stesso.

L’archetipo dell’Innovation Manager può essere associata a quella dell’esploratore: valutazione delle opportunità, identificazione di possibili spazi per nuove proposte di valore e sviluppo di proof of concept riassumono sinteticamente le competenze di tale figura.

Ma non solo: nello scenario italiano l’Innovation Manager ha anche il ruolo di divulgatore ed evangelizzatore in merito a nuove tecnologie, trend, metodi e cultura aziendale.

Approcci quali il design thinking, concentrarsi sulla customer experience (siamo nell’era del cliente) e la capacità di sviluppare prototipi rapidi e a basso costo, devono essere le basi ed il mindset della figura dell’Innovation Manager.

Innovazione e marketing producono risultati, tutto il resto sono costi fissi

Ma credo, anche che tali competenze, conoscenze ed eventuale background da startupper (questo aspetto mi piace considerarlo perchè molto affine) non siano in grado di abilitare l’innovazione se non opportunamente guidate da un aspetto di leadership.

Forse quest’ultimo potrebbe essere considerato come il primario fra tutti in quanto aggrega la capacità di guidare e trasformare la cultura, il team, la visione a lungo termine in un ottica lean e dinamica.

Con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2019 entrano in vigore i nuovi voucher per le Piccole Medie Imprese di  beneficiare delle prestazioni dell’Innovation Manager.

Vengono stanziati, in sostanza, 25 milioni per attivare i voucher a favore di consulenze e prestazioni da parte degli Innovation Manager: in pratica si potranno sottoscrivere dei contratto di consulenza con società o manager in possesso di requisiti di qualificazione prestabiliti e iscritti in un albo apposito.

In pratica si potranno sottoscrivere dei contratto di consulenza con società o manager in possesso di requisiti di qualificazione prestabiliti e iscritti in un albo apposito.

Le PMI potranno usufruire di tali sgravi fiscali a fondo perduto pari fino al 50% dell’importo consulenziale: il MISE afferma di pubblicare entro 90 giorni dal primo Gennaio 2019, le modalità di erogazione e fruizioni di tali agevolazioni.

Se hai desiderio di approfondire tale argomento o vuoi un parere sull’innovazione che vorresti apportare alla tua azienda, scrivimi due righe!

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