La guida al Digital Product Management

Nel contesto delle sfide della trasformazione digitale occorre porre l’attenzione sul digital product management.

E’ una disciplina emergente che tende ad espandere obiettivi e competenze del product manager nel contesto del digitale.

Il digital product management abbraccia i principi di progettazione e insights quantitativi per modellare la visione del prodotto, la direzione e la differenziazione delle esperienze dei clienti.

La trasformazione digitale in atto richiede che la progettazione di un nuovo prodotto si basi sull’individuazione delle caratteristiche che rispondono meglio ai bisogni degli utenti.

Mediante questo approccio, tipico del design thinking si limita il rischio di sviluppare caratteristiche di prodotto non funzionali alle richieste del mercato.

Questo cambio di paradigma richiederà ai product manager di ripensare radicalmente come è percepito, creato e consumato un prodotto o un servizio.

I pilastri del digital product management

Affinchè la gestione del prodotto risulti efficace nel re-design dei modelli di business attuali, dovrebbe basarsi sui seguenti cinque pilastri:

  • Strategie decisionali basati sui dati.
  • Mettere l’utente, e non il prodotto, al centro della progettazione.
  • Differenziare prodotto o servizio mediante tecnologie e canali offerti dal digitale.
  • Integrare tale approccio all’interno delle diverse unit aziendali creando un ecosistema di conoscenza comune.
  • Erogare prodotto o servizio attraverso le molteplici possibilità omni-canali costruendo un’esperienza unificata.

Il processo di creazione di un prodotto digitale non può che essere avviato dall’analisi dell’utente.

Per tale motivo occorre avere delle ottime doti di comprensione e conoscenza dell’utilizzatore finale del prodotto.

filippo scorza data driven design

Saper condurre interviste utente, effettuare profonde ricerche di mercato, trend socio demografici e raccogliere insights e conoscenza dai futuri utilizzatori, deve far parte del processo di product development.

Utilizzando i dati in proprio possesso o da piattaforme esterne per creare valore aggiunto ed efficenza nel processo, aiuta ad identificare non solo trend merceologici, ma soprattutto la validità delle proprie ipotesi di partenza.

Data driven design, in sostanza, diventa il nuovo mindset per passare da modelli di progettazione top-down, imposta dal top management aziendale, a metodologie centrate sul consumatore.

Analisi del cliente, dei bisogni e della customer journey

Nello sviluppo del prodotto sarà necessario porre la propria attenzione sull’analisi preliminare dell’utente finale destinatario di tale value proposition.

Un elemento essenziale dell’analisi riguarda la customer journey che il cliente ha compiuto nel mondo reale e in quello digitale.

La progettazione dell’esperienza utente diventa, quindi, un elemento cardine da cui partire per identificare non solo i touch points su cui costruire l’erogazione del prodotto, ma anche per identificare gli stati emotivi della relazione che l’utente ha con esso.

filippo scorza customer journey

Scarica il canvas per mappare la customer journey.

Dal punto di vista puramente digitale, dobbiamo essere consapevoli e a conoscenza dei momenti di contatto che possiamo costruire per i nostri utenti.

I “micro moments” identificano tali esigenze e possono essere riassunti in quattro fondamentali esigenze:

  • I want to know moments“, ovvero, ho esigenza di rispondere ad una domanda (Wikipedia)
  • I want to go moments” è la necessità di dover raggiungere un luogo fisico.
  • I want to do moments” rappresenta l’esigenza legata al dover compiere un’azione o raggiungere un obiettivo (esempio i video tutorial)
  • I want to buy moments“, infine, la necessità di un prodotto o servizio.

Il digital product manager

I digital product manager ora funzionano a due velocità: pianificano le release giornaliere o settimanali e la road map del prodotto per i prossimi sei o dodici mesi.

Dedicano molto meno tempo a scrivere in anticipo i lunghi requisiti e caratteristiche del prodotto ma, al contrario, lavorano a stretto contatto con diversi team per raccogliere feedback e iterare frequentemente.

Oltre agli sviluppatori e ai tester, i team di sviluppo del prodotto includono operations, analytics, design e marketing di prodotto che lavorano a stretto contatto in “execution pods” per aumentare la velocità e la qualità dello sviluppo.

In molte organizzazioni di software, ad esempio, il modello DevOps sta rimuovendo i silos organizzativi e consentendo ai product manager di ottenere più ampie intuizioni interfunzionali e di arrivare a soluzioni di prodotto robuste in modo più efficace.

Spread the love